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Aste immobiliari senza incanto.

Per partecipare a un’asta immobiliare senza incanto occorre presentare un’offerta d’acquisto in busta chiusa – segreta e irrevocabile – presso la cancelleria del tribunale indicando in particolare: prezzo, modalità e tempistiche di pagamento.

Durante l’udienza, alla presenza dei vari partecipanti, le buste vengono aperte. In caso di più offerte valide, ovvero superiori al prezzo base, il giudice può indire una nuova asta, questa volta con incanto. Nel caso di una sola offerta valida, questa è ritenuta vincente se è superiore di almeno 1/5 al prezzo base, mentre nel caso fosse inferiore, spetta al giudice – sentito il creditore procedente – stabilire se effettuare o meno una nuova asta con incanto.

Con la legge 132 del 6 agosto 2015, il legislatore ha dato una forte indicazione a favore delle aste senza incanto, ritenute più efficaci per diversi motivi:

più veloce l’aggiudicazione è da subito definitiva senza dover aspettare un eventuale Rialzo del Quinto;
più sicure le buste contengono offerte irrevocabili e non semplici domande di partecipazione come nella vendita con incanto;
più trasparenti perché è più difficile creare turbative d’asta e altri atteggiamenti di disturbo.
Inoltre nella vendita senza incanto è sempre possibile contare su eventuali rilanci migliorativi, perché in caso di più offerte valide pervenute si apre la gara sull’offerta più alta.

La recente norma non ha comunque escluso la vendita con incanto, ma quest’ultima sarà utilizzata solo in situazioni particolari.

Aste immobiliari con incanto.

Avete presente le aste d’arte dei film americani, con il banditore in piedi dietro un bancone di legno e gli astanti seduti davanti a lui con magari in mano delle palette per richiamare la sua attenzione?

Ecco, le aste con incanto si avvicinano un po’ a questo immaginario, con una vera e propria gara al rialzo tra i vari partecipanti.

A partire dal prezzo base, stabilito in anticipo, gli astanti possono rialzare di una cifra minima indicata dal giudice. Significa che se il primo offerente propone 155.000 euro e il rialzo minimo è di 5.000 euro, il secondo astante per superare l’offerta dovrà proporre, entro il tempo limite di 3 minuti, almeno 160.000 euro, e così via.

Nelle aste con incanto chi avrà fatto l’offerta più alta dovrà però aspettare 10 giorni prima di cantare vittoria. Perché durante quei 10 giorni chiunque può effettuare un’ulteriore offerta presso la cancelleria del tribunale. Questo meccanismo viene detto “Rialzo del Quinto” in quanto l’offerta deve superare di almeno un quinto il prezzo raggiunto nell’incanto. Se quest’ultimo è stato di 200.000 euro, la nuova offerta dovrà essere di almeno 240.000 euro!

Ma anche in questo caso la partita non si chiude qui, perché il giudice dovrà indire una nuova asta a partire dal nuovo prezzo raggiunto.

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